Un mese di lavoro illegittimo vale 15mila euro!

Nei giorni scorsi è stata chiusa un’altra vertenza legale del Punto San Precario del centro sociale Fornace. Un lavoratore rivoltosi circa un anno fa alla Fornace per impugnare un contratto di collaborazione a progetto ha conciliato con la azienda la propria causa guadagnando più di 15mila euro per un mese di lavoro effettivo.

Le aziende si sono abituate a ritenere fisiologico l’utilizzo illegittimo di contratti “atipici” per ridurre i costi del personale e massimizzare i propri profitti. Vittorie come questa vogliono essere un invito rivolto ai precari ad impugnare i propri contratti e monetizzare le illegittimità del datore di lavoro e a far pagare la crisi anche a loro.

Questo discorso vale soprattutto in tempi di crisi, dove si discute e si adottano misure “draconiane” dirette a flessibilizzare (precarizzare) ulteriormente il mercato del lavoro e smantellare lo stato sociale per ridurre il debito pubblico e pagare gli interessi ai mercati finanziari – cioè a chi la crisi l’ha generata.

Il 31 dicembre scadrà la proroga ai termini del “collegato lavoro”, che impone di impugnare i propri contratti passati e presenti entro 60 giorni dalla scadenza, con il rischio di perdere la possibilità di far valere i propri diritti dopo anni di precarietà.

Invitiamo, pertanto, tutti i precari del territorio a rivolgersi al Punto San Precario della Fornace ed impugnare, perché in tempi di crisi l’unico modo per trattare con un’azienda è trattarla male. In particolare, il 14 dicembre verrà inaugurato a partire dalle 19,00 l’Oltrelavoro Precario (aperto ogni mercoledì dalle 19 alle 23), nuovo spazio di cospirazione e di conflitto per rivendicare nuovi diritti dentro e oltre il lavoro.

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