| Roberta Rampini — RHO — «ALTRO che indossare pellicce. Ai lavoratori vogliono togliere anche la pelle. Vergogna». La Fiera di Rho simbolo della «nuova economia» è diventata, ieri pomeriggio, la vetrina delle protesta dei lavoratori che la «vecchia economia» ha lasciato in mezzo alla strada. Operai della Fiat per decenni, ex cassintegrati, assunti successivamente dall’Innova Service si sono occupati della manutenzione, pulizia, gestione delle portinerie dell’area ex Alfa Romeo: da un mese sono ancora senza lavoro e senza stipendio. Dopo 23 giorni di presidio permanente davanti alla portineria dell’area aresina, ieri pomeriggio, hanno portato la loro rabbia e la loro protesta davanti alla fiera che in questi giorni ospita il salone internazionale della pelle, pellicce, pelletteria e calzature. «I lavoratori dell’Alfa Romeo le pellicce non le hanno mai indossate — spiega Carmela, un’ex lavoratrice — chiediamo solo un posto di lavoro, chiediamo solo di essere rispettati. Qualcuno ci sta facendo la pelle perché vuole speculare sull’area ex Alfa. Ci hanno lasciato in mutande, senza dignità». Con loro a protestare contro i licenziamenti e contro quello che sta succedendo nell’area industriale di due milioni di metri quadrati, c’erano anche molti giovani del centro sociale Sos Fornace di Rho e del comitato No Expo. TAFFERUGLI e momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine, quando il corteo ha tentato di entrare in fiera, prima dalla portineria Ovest e poi dalla portineria Est. È stato impedito loro di entrare: chiusi i cancelli per una ventina di minuti. Cori di protesta: «Non siamo delinquenti, fateci entrare, vogliamo raccontare a tutti quello che succede in questo territorio». E ancora, «usate i manganelli contro i lavoratori, mettete i tappeti rossi agli speculatori». Poi al megafono la denuncia: «Innova Service ha fatto una politica antisindacale fino ad arrivare al licenziamento politico di queste settimane — ha detto Andrea Savi, esponente del centro sociale Fornace —. Ha voluto colpire lo Slai Cobas perché si è espresso in modo forte contro la speculazione edilizia e il mega centro commerciale voluto da Formigoni e dalla proprietà dell’area. Altro che 70mila posti di lavoro promessi per Expo. La miseria di Expo ci ha già portato 70 posti di lavoro in meno». Dopo una lunga discussione, le forze dell’ordine hanno concesso solo a una delegazione di 5 lavoratrici di entrare in fiera a distribuire i volantini. I manifestanti rimasti fuori e bloccati alla portineria Est hanno tentato di entrare nei padiglioni dal mezzanino della metropolitana. Qui hanno trovato ad attenderli un cordone di forze dell’ordine: gli ingressi e le uscite della metropolitana verso la fiera sono rimasti chiusi per una decina di minuti anche per i visitatori. (Il Giorno – 7/3/2011) |
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